Signoraggio e NWO

aprile 4, 2008

Al minuto 2.07 c’è un non che manca: “…NON è un mito, …”.

Ma questi imbecilli per quanto tempo ancora pensano di irretirci con le loro baggianate! La sveglia ha già suonato da un secolo ma nessuno nella MASSA sembra essersene accorto. Solo 773 le visualizzazioni per il seguente video su youtube, da ciò si evince che la consapevolezza in ITA’G’LIA sembra ancora lontana, nochè l’accesso alla rete. Tremonti vuole incollarsi alla sua poltrona e pare che stia mandando dei messaggi minacciosi a chi sa lui. Vedi Tremonti/Duisenberg

Things never will never change in Italy and in Sicily untill we realize that the real Mafia power hides in the secret lodges of so called irregular Freemasonry connected to the Vatican were the true power lies , so let’s bring further our investigations in the dark side of the Vatican illuminati and let’s destroy the evil Sicilian Mafia.That’s my wish for the New Year , let’s expose the real Mafia! In the photo Licio Gelli and Giulio Andreotti.

Leo Lyon Zagami now Khaled Saifullah Khan

Traduzione:

Le cose non cambieranno mai in Italia ed in Sicilia finchè non relizziamo che il vero potere della Mafia si nasconde nelle logge della cosiddetta Framassoneria irregolare connessa al Vaticano dove il vero potere si costituisce, portiamo lontano le nostre investigazioni nel lato oscuro degli illuminati Vaticani e distruggiamo la cattiva mafia Siciliana. Questo è il mio desiderio per il nuovo anno, esponiamo la vera Mafia! Nella foto Licio Gelli e Andreotti.

Leo Lyon Zagami now Khaled Saifullah Khan

Fonte: Illuminati Confessions

Mistero della banca

gennaio 27, 2008

Scandali, affari e misteri
tutti i segreti dello Ior

di CURZIO MALTESE

<B>Scandali, affari e misteri<br>tutti i segreti dello Ior</B>

LA CHIESA cattolica è l’unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, “sterco del diavolo”. Vangelo secondo Matteo: “E’ più facile che un cammello passi nella cruna dell’ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. Ma è anche l’unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l’Istituto Opere Religiose.

La sede dello Ior è uno scrigno di pietra all’interno delle mura vaticane. Una suggestiva torre del Quattrocento, fatta costruire da Niccolò V, con mura spesse nove metri alla base. Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l’importanza. All’interno si trovano una grande sala di computer, un solo sportello e un unico bancomat. Attraverso questa cruna dell’ago passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. La banca vaticana offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia “qualcuno ha avuto problemi con la giustizia”, rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l’istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d’assegni con la sigla Ior non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d’oro. Nessuna traccia.

Da vent’anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l’allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l’avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall’America al portone di casa.

…Continua 

Ciò che noi possiamo fare

novembre 6, 2007

Vi propongo un articolo con alcune riflessioni di David Icke:

Una delle cause che dobbiamo eliminare è il modo in cui ci lasciamo dividere e soggiogare sulla base delle nostre diverse appartenenze religiose, razziali, politiche, sociali, e di una serie praticamente infinita di conflitti e divisioni. Se una delle cause principali del controllo sul genere umano è la divisione, allora per rimuoverla non dobbiamo fare altro che UNIRCI. Non saremo mai d’accordo su tutto, ne dovremo esserlo. Che mondo noioso se lo fossimo. Ma ciò non significa che non possiamo unirci sulla base di ciò che condividiamo e fondere le nostre forze per proteggere e ripristinare le libertà che riguardano tutti. Destra, sinistra, neri, bianchi, cristiani, musulmani o ebrei, tutti siamo vittime dello stato globale fascista degli Illuminati. Finchè le persone non smetteranno di ingaggiare tra loro delle arroganti e inutili battaglie per la superiorità, saremo tutti divisi e soggiogati in una versione globale della Germania fascista o della Russia e della Cina comuniste. Non importa quale sia la vostra religione, la vostra razza o la vostra fede politica. Qualunque esse siano avete il diritto di crederci e, per quanto mi riguarda, potete fare quello che volete, purchè non cerchiate di imporre agli altri la vostra volontà e le vostre convinzioni. Ciò che mi sta a cuore è il diritto di ognuno a seguire liberamente il proprio percorso all’interno di questa Grande Illusione che chiamiamo mondo “fisico”. Ma perché ognuno di noi sia veramente libero, TUTTI dobbiamo essere veramente liberi. Quando un’altra persona perde la propria libertà è come l’avessimo persa anche noi. L’uccisione di un bambino in Afganistan non è meno grave dell’uccisione di un bambino di New York, o viceversa. Di questo siamo tutti responsabili e dobbiamo maturare insieme e unire le nostre forze. Il numero delle persone che esercitano consapevolmente la propria manipolazione al servizio degli Illuminati è solo una piccolissima parte della popolazione mondiale. Costoro raggiungono i propri obiettivi solo grazie al nostro consenso e la nostra cooperazione, favoriti dall’interesse egoistico, dall’ignoranza o dall’apatia. Le piramidi del controllo esistono solo perché noi vogliamo farle esistere. Il potere di una piramide sta alla sua base, non al suo vertice, eppure di questo sembriamo non accorgerci. Gli illuminati stanno lassù solo perché noi vogliamo che stiano lassù. La nostra relazione deve essere pacifica perché rispondere alla violenza con la violenza e all’odio con l’odio rende quelle che protestano identici a quelli contro cui protestano. Si diventa ciò che si combatte, per cui noi non dobbiamo assolutamente combattere gli Illuminati ma cessare di cooperare con loro. Il rifiuto pacifico e compatto a cooperare con il sistema di controllo e di dittatura è di gran lunga il mezzo più efficace per rovesciare quei gruppi di potere. Invece di combattere contro le piramidi, noi dobbiamo voltar loro le spalle e osservarle mentre cadono su se stesse, una volta che la cooperazione non le sostiene più. Ogni giorno assistiamo a una montatura cinematografica che crediamo essere reale. Ma non lo è. E’ un velo dietro al quale i piani malevoli degli Illuminati possono attuarsi in quella segretezza che è essenziale al loro successo. Settimana dopo settimana, quella montatura si rivela per quello che è, un’illusione da realtà virtuale finalizzata a imprigionare la mente umana collettiva. Non possiamo più giustificare la nostra inazione sulla base della mancanza d’informazioni. Chiunque voglia davvero informarsi può farlo. Cosa volete – cosa vogliamo – fare a questo punto? E’ questa la domanda che ognuno deve porsi se vuole evitare che gli Illuminati creino quel campo di concentramento globale, quella schiavitù generalizzata, che si manifesta, ogni giorno sotto ai nostri occhi.

Fonte: http://www.nwo.it/libero_arbitrio.html

Potere e controllo

ottobre 14, 2007

I segreti del Controllo Globale, di David Icke

Nessuno è così schiavo come chi crede falsamente di essere libero.

Goethe

Intervista a David Icke