comic politiche 2008

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Ma questi imbecilli per quanto tempo ancora pensano di irretirci con le loro baggianate! La sveglia ha già suonato da un secolo ma nessuno nella MASSA sembra essersene accorto. Solo 773 le visualizzazioni per il seguente video su youtube, da ciò si evince che la consapevolezza in ITA’G’LIA sembra ancora lontana, nochè l’accesso alla rete. Tremonti vuole incollarsi alla sua poltrona e pare che stia mandando dei messaggi minacciosi a chi sa lui. Vedi Tremonti/Duisenberg

Mistero della banca

gennaio 27, 2008

Scandali, affari e misteri
tutti i segreti dello Ior

di CURZIO MALTESE

<B>Scandali, affari e misteri<br>tutti i segreti dello Ior</B>

LA CHIESA cattolica è l’unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, “sterco del diavolo”. Vangelo secondo Matteo: “E’ più facile che un cammello passi nella cruna dell’ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. Ma è anche l’unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l’Istituto Opere Religiose.

La sede dello Ior è uno scrigno di pietra all’interno delle mura vaticane. Una suggestiva torre del Quattrocento, fatta costruire da Niccolò V, con mura spesse nove metri alla base. Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l’importanza. All’interno si trovano una grande sala di computer, un solo sportello e un unico bancomat. Attraverso questa cruna dell’ago passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. La banca vaticana offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia “qualcuno ha avuto problemi con la giustizia”, rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l’istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d’assegni con la sigla Ior non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d’oro. Nessuna traccia.

Da vent’anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l’allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l’avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall’America al portone di casa.

…Continua 

Il Patto della crostata

dicembre 11, 2007

Cosa c’entrano le crostate con la politica e l’italia? Come il sugo di carne sul “tiramisù”? No molto di più di quello che tu potresti mai credere. Lo stato italiano si basa su uno dei più colossali imbrogli della Storia con la esse maiuscola. Lo stato italiano fu creato da una monarchia di provincia come quella dei Savoia la quale non avendo abbastanza forza e denaro per farsi le colonie in Africa o Asia si limitò a conquistare “il giardino incolto” della casa accanto, cioè il Sud, servendosi di un mercenario voltagabbana, tale Giuseppe Garibaldi. Il Patto della crostata stipulato a casa di Gianni Letta, verso la fine degli anni ’90 è una delle più vergognose pagine della storia di questo infelice stato.
Molto italianamente il nome deriva dal dolce che fu servito nella occasione della stipula del patto a Roma appunto in casa Letta.

Se qualcuno dicesse che il patto fondante l’Unità “nazionale” (almeno quella attuale). ossia un patto per mistificare e falsificare tutta la verità anche storica per mantenere in vita lo Stato italiano probabilmente non ci credereste. Beh in effetti, difficile ad accettarsi, si tratta esattamente di questo.

COME FUNZIONA IL “PATTO DELLA CROSTATA”

Il fulcro del patto della crostata è costituito dalla costruzione mediatica e fisica del cosiddetto “popolo italiano” attraverso una massiccia immigrazione sopratutto di giovani (nota 2) per, attraverso una società multiculturare, cancellare le tradizioni e le lingue dei vari popoli autoctoni dello stato italiano.
Dal punto di vista mediatico il patto della crostata si espleta attraverso la sistematica manipolazione delle informazioni ed anche la creazione di artefatti giornalistici (per esempio la messa in scena di finte rapine alle ville per poter fare dire “erano certamente italiani”)

ecco alcuni punti:

  • Appaiamento e accumunamento di notizie simili provenienti da Nord e da Sud con invenzione e manomissione di notizie se necessario (note 1, 1a)
  • Previsioni del tempo nello stile “in tutta Italia” per convincere che anche il clima metereologico è uniforme e con la sostituzione delle temperature assolute con la variazione sulla media stagionale meglio adatta al mascheramento delle diversità climatiche
  • Divulgazione unicamente di statistiche di qualsiasi genere in qualche modo omologhe in tutto il territorio “nazionale”. Se necessario le statistiche vengono pesantemente manipolate (nota 3). Se ciò è impossibile dette statistiche non vengono divulgate
  • In particolare si fa risultare che il Lazio, regione ove si trova la capitale, è sempre ai primi posti per ricchezza, cultura, efficienza ecc
  • Promulgazione della cosiddetta LEGGE SULLA PRIVACY introdotta allo scopo, per nascondere la verità sulla provenienza della criminalità
  • Costante esposizione del potere romano (esponenti politici, prefetti, guardia di finanza) nel Norditalia per ammorbare la volontà di autonomia per fare vedere che “ormai comandano loro”. Questa è una tecnica psicologica evidente.
  • Nei mass media far apparire meridionali e settentrionali “visivamente” simili tramite banali trucchetti ottici come mettere uno sfondo chiaro per fare apparire la pelle più scura nei settentrionali e viceversa per i meridionali

  • Esposizione nauseante del tricolore e dell’inno di Mameli ad ogni minima occasione
  • Uso ripetitivo e ossessionante del sostantivo “italia” e dell’ aggettivo “italiani” da parte di mezzi di comunicazione di massa
  • Inserimento della parola “italia” nei nomi di società pubbliche e private (esempi: da Sip a Telecom italia, da Ferrovie dello Stato a Trenitalia, da Società Autostrade ad Autostrade per l’italia e così via)
  • Enfatizzazione mediatica di reati e fatti criminosi commessi da settentrionali e minimizzazione od oscuramento dei medesimi commessi da meridionali e immigrati (nota 4) in particolare nelle province “leghiste” come Como, Varese, Treviso e adesso Novara.
  • Accostamento forzato delle parole “Padania”, “Lega Nord” e “leghisti” a fatti criminosi o avvenimenti sgradevoli come tecnica di guerra psicologica
  • Creazione ad arte di episodi di criminalità fasulli come rapine nelle ville, Unabomber ecc. per potere far scrivere ai giornali “erano tutti italiani” e che “c’è più criminalità al Nord che al Sud”

Tutte queste tecniche sono state elaborate da sociologi e psicologi perlopiù meridionali o comunisti dei quali sarebbe necessaria la eliminazione fisica per prima cosa. La pericolosità dei servizi segreti italiani non è insita nel senso di patria inesistente nell’inesistente popolo italiano ma in quanto in grande maggioranza meridionali, perciò aventi una coscienza della necessità di mantenere lo “status quo”.

IL SOTTOFONDO LEGISLATIVO DEL PATTO DELLA CROSTATA

Sia il governo dell’Ulivo che il governo Berlusconi hanno promulgato numerose leggi facenti parte di detto patto: ecco un breve esempio.

  • Legge sulla privacy per occultare l’origine della criminalità nel Nord, viceversa i pochi crimini gravi forse commessi da settentrionali vengono amplificati e strumentalizzati (come nel caso di Cogne e Garlasco)
  • Authorithy di varia natura tutte allocate nel Sud per controllare l’economia del Nord
  • Salvataggio ad ogni costo delle società pubbliche nella cui ragione sociale vi sia la parola “italia” (es. Alitalia)
  • Costrizione delle grandi aziende ad avere la sede a Roma in ordine al controllo della ecomomia del Nord
  • Totale libertà di ingresso e movimento per stranieri per favorire la creazione di un popolo italiano artificiale
  • Scioglimento del NIT (Norditalia transplant) per controllare la gestione degli organi a Roma a dispetto del fatto che le donazioni avvengono praticamente solo al Nord

POSSIBILI SOLUZIONI AL DRAMMA “ITALIANO”

Evidentemente la soluzione più logica e razionale nell’attuale clima di destrutturazione economica e sociale sarebbe la lotta armata. Al massimo si potrebbe discutere delle tecniche di lotta, la quale è variabile e variata nel cosrso dei decenni.
Lo stato italiano va fatto a pezzi al più presto possibile prima che la cancrena divori anche gli ultimi barlumi di democrazia
Successivamente sarà necessario un massiccio repulisti della magistratura per sfiancare la resistenza dei satrapi del sistema. La reazione del Sud sarebbe devastante: Bisogna che il Sud si convinca della non convenienza del procrastinare lo stato italiano essendo questo non più propizio agli interessi dell’ex Regno delle due Sicilie.

Nota 1: Esemplare il caso delle notizie sul traffico. Trovano sempre il modo di inserire la Salerno-Reggio Calabria tra le autostrade più intasate per giustificare l’enorme spesa di gestione senza che si paghi il pedaggio. Se non possono includere questa autostrada non danno nemmeno le notizie di ingorghi altrove, ma il TIPICO ESEMPIO è costituito dagli aeroporti. Se succede qualche casino o incidente a Fiumicino, vedete che immancabilmente la stampa riporta qualche accidente anche a Malpensa per mostrare che i disagi e malfunzionamenti ci sono OVUNQUE.

Nota 1a: Tipico esempio il caso dei ripetuti incendi di automobili avvenuti a Roma pr dei motivi che non ci interessano. Guarda caso dopo qualche tempo è successa una cosa del genere a Milano per potere fare scrivere ai giornali che “Milano è come Roma”.
Nota 2: La legge Turco-Napolitano vietava espressamente l’espulsione dei minori di anni 16 e delle donne incinte e ciò non è stato modificato dalla successiva legge Bossi-Fini
Nota 3: Un trucco statistico tipico è quello di usare le percentuali anzichè i numeri assoluti
Nota 4: Pensate solo cosa sarebbe successo se a schiantarsi volontariamente con un aereo contro il grattacielo Pirelli non fosse stato un avellinese ma un milanese. Almeno ne avrebbero tratto una “fiction”

Fonte: www.fottilitalia.com

La politica dei servi

dicembre 7, 2007

Prodi Padoa Schippa Draghi, la politica dei servi

Leggete la vera storia di coloro che oggi ci governano.

La strategia anglo-americana dietro le privatizzazioni in Italia: il saccheggio di un’economia nazionale

Documento diffuso dall’EIR e dal Movimento Solidarietà il 14 gennaio 1993

Il 2 giugno 1992, a pochi giorni dall’assassinio del giudice Giovanni Falcone, si verificava in tutta riservatezza un altro avvenimento che avrebbe avuto conseguenze molto profonde sul futuro del Paese. Il «Britannia», lo yacht della corona inglese, gettava l’ancora presso le nostre coste con a bordo alcuni nomi illustri del mondo finanziario e bancario inglese: dai rappresentanti della BZW, la ditta di brockeraggio della Barclay’s, a quelli della Baring & Co. e della S.G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d’Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo imprenditoriale e bancario italiano: rappresentanti dell’ENI, dell’AGIP, Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell’IRI, Giovanni Bazoli dell’Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.
Si trattava di discutere i preparativi per liquidare, cedere a interessi privati multinazionali, alcuni dei patrimoni industriali e bancari più prestigiosi del nostro paese. Draghi avrebbe detto agli ospiti inglesi: “Stiamo per passare dalle parole ai fatti”. Da parte loro gli inglesi hanno assicurato che la City di Londra era pronta a svolgere un ruolo, ma le dimensioni del mercato borsistico italiano sono troppo minuscole per poter assorbire le grandi somme provenienti da queste privatizzazioni. Ergo: dovete venire a Londra, dove c’è il capitale necessario.
Fu poi affidato ai mass media, ed al nuovo governo Amato, il compito di trovare gli argomenti, parlare dell’urgente necessità di privatizzare per ridurre l’enorme deficit del bilancio. Al grande pubblico, sia il governo che i mass media hanno risparmiato la semplice verità che il “primo mobile” dietro tutto il dibattito sulle privatizzazioni è costituito dalle grandi case bancarie londinesi e newyorkesi. L’obiettivo è semplicemente quello di prendere il controllo di ogni aspetto della vita economica italiana sfruttando le numerose scuse di ingovernabilità, corruzione, partitocrazia, inefficienza, ecc.
Prima di esercitarci a calcolare quante lirette il ministero del Tesoro potrebbe ottenere dalla svendita dell’ENI, dell’IRI ecc., cerchiamo di mettere in luce i presupposti filosofici dei banchieri londinesi e dei loro associati newyorkesi della Goldman Sachs, Merrill Lynch e Salomon Brothers e dei loro sostenitori nel Fondo Monetario Internazionale, nell’OCSE e nel mondo dei mass media.
Queste grandi finanziarie di New York e Londra su cui si fonda il potere anglo-americano gestiscono il gioco della liberalizzazione dei mercati internazionali. Ne scrivono e riscrivono le regole per massimizzare di volta in volta i profitti. A Bruxelles contano su sir Leon Brittan, fratello del Samuel Brittan direttore del Financial Times. Fino al gennaio 1993 Leon Brittan è stato Commissario della CEE per la Politica di Concorrenza ed è l’autore delle regole bancarie ed assicurative che hanno favorito Londra, tanto criticate sia dalla Germania che dagli altri paesi membri della CEE. Sir Leon era un esponente del governo della Thatcher quando improvvisamente, nel gennaio del 1986, si dimise per andare a Bruxelles.
Nonostante le illusioni di grandeur, Parigi è un centro finanziario che non può tener testa alla prepotenza anglo-americana, e lo stesso discorso vale per i finanzieri di Francoforte, così come quelli del Sol Levante. Pur disponendo delle maggiori istituzioni bancarie e assicurative, il Giappone non è in grado di offrire una valida resistenza alle manipolazioni finanziarie anglo-americane. [Continua]

Vedere anche:

Il verbale segreto di Antonio Fazio
Il divorzio tra Stato e Banca d’Italia
Le Banche Dei Fratelli d’Italia Stretti a coorte