China Web 2.0+

ottobre 17, 2007

Noto con piacere che l’arroganza e la superbia del mondo occidentale in tutti i campi della scienza e della tecnologia viene quotidianamente sputtanata da culture lontane anni luce da noi. Mentre i pirati occidentali vengono bloccati dai grandi gruppi come RIAA e soci, in Cina nascono teconologie di file sharing 50 volte più veloci del nostro Bit Torrent. Di seguito un articolo molto interessante:

50 volte più veloci di Bit Torrent. Dove? In Cina

È sempre la solita storia. Mentre noi ci affanniamo a discutere su quale sistema P2P sia più veloce, in giro per il mondo – in Cina più precisamente – c’è chi se la ride per la nostra arretratezza e scarica a velocità 50 volte superiori a quanto possibile con l’efficiente (per noi) BitTorrent. A “confessare” questa incredibile verità è Kaiser Kuo, scrittore freelance e musicista cinese.

Kuo afferma che Blin.cn non solo è 50 volte più veloce di BitTorrent ma permette di guardare i fim durante il download in piena qualità DVD. Il “Kaiser” non ha voluto solamente bullarsi con il mondo occidentale, ma ha cercato di far pervenire un messaggio ben preciso e più significativo.

Secondo le sue parole, senza il fiato sul collo della RIAA e l’MPAA, le aziende cinesi hanno avuto piena libertà di innovare e produrre una tecnologia di file sharing superiore. Tale innovazione rende tutto ciò che pensiamo innovativo – Joost, BitTorrent e altri programmi simili – qualcosa di sorpassato. In Cina l’utente non scarica un film completo, ma lo visiona durante il download, senza problemi di alcun genere.

Nell’ambito dei portali di video-sharing inoltre, tre player si stanno contendendo il mercato 56.com, Tudou.com e Youku.com a colpi di servizi e nuove metodologie pubblicitarie. In Occidente non abbiamo certamente tutta questa concorrenza, con YouTube che domina incontrastato. Non sorprende quindi che Google stia penentrando a fatica nel territorio cinese e che dovrà continuare a spingere sull’innovazione per mantenersi competitivo.

Abbiamo scoperto l’altra faccia del web cinese, fatto non solamente di censura ma anche di spirito d’iniziativa e tecnologie che il democratico Occidente si sogna. Per una volta facciamo i furbi: copiamoli anche noi.

Fonte: Tom’s Hardware

Anche su punto informatico

Inoltre:

http://www.boycott-riaa.com/ 

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